Archivi del mese: gennaio 2012

Simbolo o sintomo

In libreria dal 2 febbraio 2012

Per gli acquisti on line: http://www.magiedizioni.com/magiedizioni/simbolo_o_sintomo.html#

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Glittica elamita

GLITTICA ELAMITA
Sigilli a stampo, sigilli a cilindro e impronte rinvenute in Iran e provenienti da collezioni private museali
Ascalone E.

Anno di pubblicazione: 2012

Collana/Rivista: Studia Archaeologica,

182

ISBN: 978-88-8265-606-5

Rilegatura: rilegato

N. di pagine: 624 pp., 1000

Ill.B/N, 140 Tav.f.t

Formato: 17 x 24 cm

Prezzo: € 310,00

Codice: 00012594

INDICE
Ringraziamenti; Prefazione; 1. Introduzione alle classi glittiche iraniche dell’Età del Bronzo (seconda metà del III, primi secoli del II millennio a.C.); 2. La glittica Susiana di Mesopotamia (ca. 2600-2000 a.C.); 3. La glittica di Elam (ca. 2050-1520 a.C.); 4. La glittica dell’Iran sud-orientale (ca. 2500/2400-2000/1900 a.C.); 5. La glittica Pedemontana; 6. Le importazioni glittiche in Iran, la produzione indigena del sigillo a stampo e i sigilli interculturali tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C.; 7. Definizione geografica e cronologica dei contesti regionali iranici sulla base della documentazione glittica; 8. Catalogo dei sigilli a cilindro rinvenuti in Iran.

CASA EDITRICE

«L’ERMA» di BRETSCHNEIDER s.p.a

Via Cassiodoro, 19 – 00193 – Roma (Italy)

Tel. +39 06 6874 127

Fax +39 06 6874 129

LIBRERIA

«L’ERMA» di BRETSCHNEIDER s.p.a

Distribuzione & Magazzino 
Via Montecuccoli, 34 - 00176 - Roma (Italy)
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Tel.+39 06.96040248
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Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi

Da domani in libreria il nuovo libro di

Paolo Savona
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Eresie, esorcismi e scelte giuste
per uscire dalla crisi
Il caso Italia

Rubbettino

Il lavoro esamina le decisioni di politica economica susseguitesi in Italia dalla nazionalizzazione dell’industria elettrica in poi, definendole “eresie”, ossia dottrine contrarie ai dogmi della razionalità economica, le quali hanno dato vita a puri “esorcismi”, riti che hanno lasciato le cose come prima. Infatti, nonostante le promesse di tagli, la spesa pubblica è continuata a crescere imperterrita, come pure, ma meno, la pressione fiscale, facendo così lievitare l’indebitamento pubblico. Lo Stato si è impossessato di metà del reddito annuo del Paese e non pare ancora soddisfatto, dato che va aggredendo in modo indistinto la ricchezza. L’autore individua nella “manovra” la madre di tutti i ma! li, una pratica di cui si avvale ora anche l’Unione Europea. La crisi che stiamo vivendo è il conto che gli italiani sono chiamati a pagare per gli errori commessi dagli Stati Uniti nel dopo Bretton Woods, non avendo adeguato le regole sul piano della moneta e dei cambi, e dall’Unione Europea nel dopo Trattato di Maastricht, per non aver attuato il disegno di unificazione politica che l’aveva indotta a creare l’euro. Egli ammette che l’Italia ha le sue colpe, ma esse sono solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di squilibri economici e di dissapori mondiali sul da farsi. Il lavoro indica anche le “scelte giuste” da prendere per riportare l’Italia sul sentiero della ripresa produttiva e dell’occupazione. Il lavoro si chiude con un esame critico della Manovra Monti e delle decisioni prese a Bruxelles il 9 dicembre scorso che sono la continuazione della concezione di una “vecchia” Europa.

Paolo Savona, professore emerito di Politica economica. Formatosi al servizio Studi della Banca d’Italia, è stato Ministro dell’industria nel Governo Ciampi e ha ricoperto importanti incarichi pubblici e privati. Autore di numerosi scritti, ha pubblicato con Rubbettino L’esprit d’Europe. Come recuperarlo riformando le istituzioni (2007); Il ritorno dello Stato padrone. I fondi sovrani e il Grande negoziato globale (con Patrizio Regola, 2009) e Intelligence economica. Il ciclo dell’informazione nell’era della globalizzazione (con Carlo Jean, 2011).

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Novità Adelphi

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Tra le novità della settimana

In libreria:

Roberto Bolaño

I dispiaceri del vero poliziotto

304 pagine, € 19

100

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Cristina Campo

Il mio pensiero non vi lascia

273 pagine, € 24

100

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Sean Carroll

Dall’eternità a qui

486 pagine, € 34

100

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Presentazione del volume “IN HOC VINCES” a Napoli

Venerdì 13 gennaio ore 18.00

presso la libreria Archeologiattiva

(via Duomo 228 – 80138 Napoli)

alla presentazione del libro

IN HOC VINCES – la notte che cambiò la storia dell’Occidente

di Bruno Carboniero e Fabrizio Falconi

www.edizionimediterranee.net

ingresso libero – per informazioni archeologiattiva tel. 081-0839474

La notte del 27 ottobre dell’anno 312 d.C., l’imperatore romano Costantino è accampato con le sue truppe a poca distanza da Roma. Durante il sonno, Costantino riceve la visione di Cristo che gli suggerisce di scrivere sugli scudi il monogramma greco del Salvatore “XP” con la leggendaria promessa in hoc vinces (con questo vincerai). Il giorno seguente si scontra in battaglia col nemico Massenzio, schierato a difesa di Roma. Questo evento ha due fonti storiche principali, riferite da Eusebio di Cesarea (265-340) e Lattanzio (250-327). I due resoconti hanno in comune un sogno che vide protagonista l’imperatore Costantino e una croce, che gli sarebbe apparsa, presagio di vittoria. Questo libro è un avvincente viaggio nel tempo, alla ricerca di indizi archeologici, esoterici e astronomici nascosti dalla polvere dei secoli che, insieme al racconto della vita del leggendario imperatore romano e dei molti misteri legati alla vicenda storica che lo riguarda, offrono al lettore di oggi una nuova lettura e un’inedita interpretazione di quel “segno”. L’affermazione del Cristianesimo come religione dell’Impero Romano, la visione mistica prima della battaglia di Ponte Milvio, il lungo sodalizio con papa Silvestro I, la rivoluzione dell’architettura religiosa con la realizzazione delle prime grandi basiliche cristiane di San Giovanni in Laterano e San Pietro, il fondamentale contributo alla costruzione di un’ortodossia teologica e iconografica, le grandi vittorie e il prezzo di sangue che tutto ciò comportò si arricchiscono, in questo studio, di nuovi e inaspettati contenuti.

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Politeia, libro su Platone e l’induismo

COMUNICATO STAMPA

ESCE POLITEIA SAGGIO DI CARMELO MUSCATO DEDICATO
ALLE ANALOGIE FRA IL PENSIERO PLATONICO E LINDIA TRADIZIONALE Questo saggio ci pone di fronte ad una provocazione. Ancora oggi, presso molti orecchi, può suonare eretico, o, come direbbero alcuni, pericoloso il tentare, come avviene in questo lavoro, una comparazione tra la forma di comunità presupposta dal pensiero politico di Platone e gli ordini sociali fondanti la struttura della società indiana arcaica.
Gli accostamenti fra i pensiero politico di Platone e lorganizzazione dellIndia tradizionale è alla base del libro Politeia – Gli ordini sociali in Platone e nella società tradizionale, scritto da Carmelo Muscato e pubblicato da Qanat.
Ma la vera provocazione del libro consiste nello sperimentare il suddetto raffronto come spunto per una riflessione eminentemente politica. La nozione platonica di gerarchia, di cui vengono evidenziate alcune peculiarità, è resa più persuasiva rispetto a quelle affermatesi nella cosiddetta società aperta, ormai assurta a sostanza di un vero e proprio pensiero unico. In questo quadro la proposta ermeneutica qui presentata si rivela alternativa rispetto alle correnti interpretazioni tanto apologetiche quanto critiche del pensiero politico di Platone: tutte quelle interpretazioni infatti pretendono, in misura più o meno elevata, di interpretare Platone a partire da categorie condizionate dal pensiero politico a noi contemporaneo, influenzato, in ogni sua forma, fosse anche solo per contrasto, dalla rappresentazione di una società aperta.

Carmelo Muscato, Politeia – Gli ordini sociali in Platone e nella società tradizionale. Qanat (pagg. 167, euro 18).
(Da: Cronacalibri – Linformazione libraria)

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Album di un secolo

Cos’hanno in comune, oggi, il socialista Jack London, il poeta libertario García Lorca, la bandiera degli omosessuali Maria Callas, l’ex trotzkista Simone Weil e l’ubriacone Charles Bukowski? Una domanda alla quale è possibile dar risposta sfogliando un giornalino vecchio di sessant’anni, dal titolo significativo «Giovinezza!» (con un punto esclamativo ben evidente). Un giornalino in ciclostile fondato nel gennaio del 1949 da un gruppo di camerati (allora si chiamavamo così, e in parte ancora adesso), che reggevano sulle spalle l’esperienza di un conflitto, per loro, non ancora concluso. Erano giovani e giovanissimi che odiavano quel mondo moderno che aveva condotto i “nemici della patria” alla vittoria, credevano alla perfida realtà dei complotti e sognavano di incarnare un bene sconfitto dalle armi e dalla sorte; la stessa sorte che avrebbe condotto, non si sa come o a quale ora del giorno, una sparuta minoranza di “cavalieri” a una rinascenza vuota di macchine e sovrastrutture, senza classi, né operaia né borghese, piena di fede, amicizia e valori.
Oggi, quel mondo di sessant’anni fa non esiste più. Quel mondo per il quale uomini e donne patirono fame e stenti e piansero la morte dei loro cari è una stagione da consegnare alla memoria dei libri e ai racconti degli anziani. La guerra, insomma, quella guerra, è finita da un pezzo.
Al tempo, i giovani di «Giovinezza!» leggevano Ernst von Salomon, Louis-Ferdinand Céline, Maurice Bardèche e René Guénon. Il loro maestro si chiamava Julius Evola. La mia generazione – quella dei quarantacinquenni e dei cinquantenni – invece, ha avuto in dono gli autori maledetti provenienti dall’altra parte dell’Oceano, dalla patria degli ex “nemici”, il rinnovamento dell’arte in direzione pop, i pubblici furori contro questo o quel divetto e infine bandiere e supereroi di carta quasi del tutto sconosciuti ai figli della guerra. E di tutto questo, e di molto altro ancora, è figlia la mia parte politica: quella delle divisioni quasi del tutto risanate, dello svago di massa e delle “divinità” scese in terra. La generazione di papa Wojtyla e di Pablito Rossi, eroi separati da mille barriere ideali, ma uniti dal comune consenso popolare. La generazione che parte dai Settanta, dal cuore di un altro tempo di guerra, e corre verso le avventure dei propri anni, lasciandosi alle spalle il pregiudizio, l’odio e il rancore. La generazione che ha smesso la divisa da soldato; quindi, ha sotterrato dagli Ottanta in poi l’ascia di guerra.

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Il liberalismo

Marco Iacona
IL LIBERALISMO

Presentazione di Alain de Benoist

Il liberalismo, l’unica vera rivoluzione dei tempi moderni, spiegato in breve. Una corrente politica e di pensiero che si pone, alla prova dei fatti, come punto di non-ritorno, una meta conquistata tappa dopo tappa: l’orizzonte di una liberazione del genere umano.

L’acquisizione del concetto nuovo di libertà presuppone l’abbandono lento ma categorico di qualsiasi vincolo comunitario e/o trascendente. Ma l’individuo soggetto pensante e libero attore, l’individuo in nome e per conto del quale il liberalismo si è battuto, non ha ancora vinto alcuna scommessa. Poteva farlo?

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