Archivi del mese: giugno 2011

Ritorno al Paese delle Aquile

In libreria
consigli ai giovani scrittoriAutore: Aldo Renato Terrusi
Pagine: 160
Prezzo: € 16,00
Aldo Renato Terrusi

Ritorno al Paese delle Aquile

Un percorso alla ricerca delle proprie origini e della propria storia. Ritorno al Paese delle Aquile racconta il viaggio di Aldo e dello zio Giacomo, che tornano in Albania dopo quarantaquattro anni. Aldo era ancora un bambino quando il regime di Enver Hoxha rinchiuse il padre nel terribile carcere di Burrel, dove morì senza poter dare l’ultimo saluto al figlio e alla moglie. Il desiderio di Aldo di riportare in Italia i resti del padre si scontra con il passato doloroso della famiglia Terrusi e di una nazione che ancora oggi porta impressi i segni laceranti della dittatura. Attraverso i ricordi di una famiglia, si ripercorrono le drammatiche vicende della pagina di storia più cupa del Paese delle Aquile.

Aldo Renato Terrusi è nato a Valona, in Albania, nel 1945, da genitori italiani. Dopo gli studi tecnico-scientifici, ha lavorato in enti di ricerca, collabora in qualità di consulente con alcune società e scrive su riviste specializzate.
Ha la passione per l’archeologia, l’astronomia e la fotografia. Si diletta inoltre con la pittura e pratica il tiro con l’arco a livello agonistico.

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In morte di un collega

Mercoledì 14 giugno alle ore 18.00 al Mel bookstore in via de’ Cerretani n. 16r a Firenze (tel. 055 287339)

presentazione del libro di Fabrizio Rinaldini In morte di un collega Sassoscritto editore, 2011

Fabrizio Rinaldini In morte di un collega Sassoscritto editore, 2011
collana Topazio, Firenze, 2011, 304 pagine, 13,50 euro. Richiedere a:

Sassoscritto S.r.l.Via Masaccio n. 176 – 50132 – Firenze tel. 055 5535179 cell. 3343204757

http://www.sassoscrittoeditore.it/

"Un suicidio che non è un suicidio, l’omicidio di una prostituta, un tecnico informatico in guerra con il mondo, una cura contro l’Aids che fa bene solo alle finanze di una multinazionale, un incidente in auto che non è un incidente. Fra romanzo d’autore e medical thiller, periferie post-moderne e librerie della vecchia Firenze, la storia di un uomo e di una donna in lotta contro l’ingiustizia e il destino. Ambientato tra Firenze, Prato, Sesto Fiorentino e Bologna. Fabrizio Rinaldini, fiorentino, è nato 55 anni or sono. Dopo una lunga disavventura giudiziaria che gli ha permesso di assaporare l’equanimità dell’italica legge, un matrimonio durato poco e finito male, qualche anno trascorso in Africa e in America del sud per lavoro, molte amicizie sbagliate e poche "fratellanze" vere e proprie, più di un legame sentimentale finito peggio del matrimonio, ha deciso che la cosa più divertente di tutte era scrivere. Così scrive, frequenta archivi e biblioteche per ricerche improbabili, e lavora come sistemista informatico per una multinazionale francese. Vive ancora nel contado fiorentino e non cambierebbe Badia a Settimo neppure con un attico a Manhattan con vista sull’Hudson, mantiene vivi i legami con la propria comunità ideale, ama i gatti, la birra Weisse, i Pink Floyd, Shakespeare, l’irraggiungibile Céline e Non, je ne regrette rien di Edith Piaf." Oltre a queste poche note trovate sul sito della libreria fiorentina che ospiterà la presentazione del libro posso personalmente testimoniare due cose: le ricerche di Fabrizio nelle biblioteche non sono affatto improbabili ma serie, precise e, per i miei gusti, molto interessanti. Il libro, che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima grazie alla cortesia dell’autore, è assolutamente imperdibile. Una storia avvincente che ti cattura dalla prima all’ultima pagina, una comunità di riferimento e un mondo di valori che ci è familiare: "Ogni tanto Gloria gli chiedeva ‘Chi è quello?’ o ‘E quello?’, indicando un poster o una foto. E lui le rispondeva, cercando di riassumerle in poche frasi le vite, tragiche e meravigliose, di Codreanu, di Szalasi, di Josè Antonio Primo de Rivera, di Evita Peron, di Drieu, di Pavolini, di Darnand e di tanti altri. Si dilungò solo su Céline di cui lei aveva letto il Voyage, la foto lo ritraeva ormai vecchio, pochi mesi prima della morte, seduto col gatto Bebért sulle ginocchia. Le raccontò del suo lavoro come medico dei poveri nella banlieu parigina, gli ultimi anni, delle sue donne, della fuga da Parigi, della condanna. ‘Sai tutto di lui’ gli disse con ammirazione. ‘Molte cose… il maledetto Louis-Ferdinand è stato uno dei più grandi del Novecento’. " Se questo fosse un paese normale Fabrizio sarebbe uno scrittore famoso e In morte di un collega un clamoroso successo editoriale. Ne consiglio a tutti acquisto ed attenta lettura. Per una volta, in mezzo a tanta spazzatura editoriale, denaro ben speso. Harm Wulf

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Arte e bellezza negli tsuba dello Stibbert

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Museo Stibbert Firenze n. 13
Tsuba
La tsuba (elsa) è un elemento fondamentale per l’equilibrio e l’armonia estetica della spada giapponese.
La collezione di tsuba presente al Museo Stibbert è esemplificativa dell’evoluzione storica delle conoscenze artigiane e delle differenze di stile decorativo. Vi sono esemplari che sembrano creati per resistere ai più duri scontri, ma al tempo stesso celebrano con delicatezza il senso della bellezza della natura, di semplici oggetti d’uso quotidiano; e ve ne sono altri che sono invece un’apoteosi dell’arte del cesello, dell’incrostazione, della sapienza metallurgica, della bellezza artistica.
Ogni elemento è fotografato ed è provvisto di scheda descrittiva; il lavoro è poi fornito di una sezione dedicata agli alberi genealogici dei rappresentanti le maggiori scuole, di un glossario dei termini tecnici come necessario ausilio alle schede, e da un breve saggio sulle leghe a base di rame e sulle patinature tradizionali. Completano l’opera una bibliografia dei testi di studio usati e un elenco degli autori presentati.

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In morte di un collega

In morte di un collega

di Fabrizio Rinaldini

Sassoscritto Editore, Firenze, 2011

http://www.sassoscrittoeditore.it/

Pagine 304, € 13,50, ISBN/EAN 978-88-6602-005-9

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