140 passi nel palazzo dei ricordi

140 passi nel palazzo dei ricordi

In libreria per Mauro Pagliai il racconto profondo e tormentato di William Marino

Firenze, 1° marzo 2011 – “Lascio cadere la scarpa del mio piede sinistro e aspetto di sentirne il tonfo. Ho voglia. Ho voglia di lasciarmi andare. Mentre picchiettio i talloni sul muretto, alzo il capo e guardo nuovamente le stelle. Osservo Crono, il mio pianeta…”. Chi è quel ragazzo sul tetto di un palazzo, in piedi vicino alla ringhiera, a un passo dal precipitare? Come, e perché, è arrivato lì? Il lungo racconto di William Marino, intitolato 140 passi (Mauro Pagliai Editore, pp. 64, euro 6) e da oggi in libreria, si svolge tutto nell’arco di poche ore, il tempo di affrontare, gradino dopo gradino, le scale di un condominio.

Quel giorno l’ascensore non funziona e il protagonista deve affrontare a piedi il cammino fino al suo attico. Ad accompagnarlo il peso di una bottiglia d’acqua e quattro di vino. E un turbine di ricordi, alcuni dolci, altri malinconici, altri ancora pesanti come macigni, che si fanno strada nella mente. Così la prima bottiglia di vino viene aperta lungo il tragitto, e a ogni pianerottolo compaiono, come fantasmi, nuovi ideali compagni di viaggio: la madre, il padre, ed Ernesto, la persona amata, quella che non si vorrebbe perdere mai. Anche se la relazione è tormentata, anche se l’amore tra uomo e uomo non è per tutti facile da accettare, e a volte costringe a scegliere tra le persone a cui si vuole bene. Così l’ascesa verso il tetto, la lotta contro la fatica e contro l’alcol che inizia a fare effetto diventa una battaglia simbolica, un tentativo di regolare i conti con il passato, per uscire dalla più desolante solitudine. Un cammino da percorrere leggendo le pagine di questo lavoro che l’esordiente William Marino, classe 1976, ha scritto traendo spunto dalle sue brillanti doti di narratore (che già nel 2006 gli hanno regalato un premio per racconti inediti) e dagli studi di psicologia. Una storia che fa soffrire anche se, come accade al protagonista, ogni gradino fa rimanere ogni preoccupazione un po’ più indietro, oscurata da quella voglia, fortissima e inarrestabile, di lasciasi andare.

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4 commenti

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4 risposte a “140 passi nel palazzo dei ricordi

  1. Versiliano

    Condivido. Il Sig. Marino ha uno stilo che diventera inconfondibile , i migliori auguri al giovane isordiente.

  2. pietro scotti fantoni

    Nel suo racconto traspare il sapore di una persona speciale dove la sua vita gioiosa e tormentata non si stanca di accettarla …….e questa la spinta necessaria a farlo crescere e diventare adulto.
    Un percorso che ancora deve fare……..

  3. domenico parente

    Una scrittura “in fieri” come la tua vita… “oltre”… parola di prof…e non solo…

  4. Mario De Feudis

    Caro William, con piacere e attesa ho letto il tuo libro. Uno scavo nell’anima. bello!

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