La mafia del camaleonte

IN LIBRERIA PER I TIPI DELLA RUBBETTINO
“ MATTEO MESSINA DENARO. LA MAFIA DEL CAMALEONTE”
DI FABRIZIO FEO, INVIATO RAI, CHE DAL 1977 SI OCCUPA DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, TERRORISMO INTERNO E INTERNAZIONALE
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Crudeltà ed equilibrio, obbedienza e senso critico, regole antiche e moderna lucidità, dolce vita e monastico isolamento. Tutto e il suo contrario. Matteo Messina Denaro è L’Assoluto, così lo chiamano i fedelissimi. Più di un capo carismatico: un oggetto di venerazione. Blasone mafioso riverito, la ferocia dei corleonesi e un fiuto politico spiccato, il padrino di Castelvetrano è il vero erede di una tradizione. Quella per cui Cosa nostra è antistato, ma anche potere reale, legge non scritta eppure rispettata, da almeno due secoli. Ben prima che i padri fondatori della mafia newyorkese partissero per gli States, dalle coste di Trapani. Tessitore di legami, tra famiglie, mandamenti e province, è lui il profeta della mafia del terzo millennio: valori arcaici dissimulati e affari spregiudicati fatti nel silenzio. E rapp orti stretti con ’ndrangheta e camorra. Messina Denaro è il cardine di interessi criminali e politici, di trame inconfessabili. Il custode dei segreti di una terra che è culla di logge massoniche deviate e disegni eversivi. La terra in cui, secondo molti, Cosa nostra è nata. E dove, più che altrove, è diventata cultura: di un pezzo importante della borghesia e dei gruppi di potere.

“Matteo Messina Denaro, La mafia del Camaleonte” pone, tra l’altro, interrogativi inediti sull’attentato di via Fauro a Roma, messo a segno il 14 maggio 1993 con un’autobomba che doveva uccidere il giornalista Maurizio Costanzo , bersaglio mancato della campagna delle stragi mafiose .I retroscena dell’operazione dei Servizi Segreti che doveva consentire l’individuazione del padrino di Castelvetrano. L’archivio di Riina e i segreti della “trattativa” lasciati dai Graviano nelle mani di Matteo Messina Denaro. I rapporti di parenti e imprenditori legati a Messina Denaro con i vertici della politica siciliana e nazionale. I legami dei suoi uomini con famiglie storiche della ndrangheta anche per il traffico internazionale degli stupefacenti. L’inesplorata rete dei rapporti tra Matteo Messina Denaro e la camorra. In particolare la potente famiglia dei Nuvoletta. Esponenti della cosca napoletana furono chiamati a Roma per collaborare all’attentato di via Fauro e al primo progetto di assassinio del giudice Giovanni Falcone , nella caccia al magistrato guidata dal padrino di Castelvetrano per le strade della Capitale . Il libro si sofferma anche sui rapporti d’affari tra gli uomini di Matteo Messina Denaro , Gaetano Riina, la ndrangheta e il clan dei casalesi.

Fabrizio Feo (Salerno 1957) giornalista Rai, ha lavorato, dal 1977, per diversi quotidiani tra cui «l’Unità», «L’Ora di Palermo», «Paese Sera» e «il Giornale di Napoli». Ha collaborato a «Epoca» e a «L’espresso» e dal ’79 a trasmissioni e rubriche della Rai radiofoniche e televisive come Tg2 Dossier. In Rai, dal ’92, segue la cronaca giudiziaria occupandosi, come inviato, in particolare di crimine organizzato e terrorismo internazionale. Ha firmato numerose inchieste in Italia e all’estero sui rapporti tra criminalità mafiosa e politica, devastazioni ambientali e traffici illeciti, ottenendo numerosi riconoscimenti e premi e venendo chiam ato a collaborare a studi sulla criminalità mafiosa presso università, istituzioni, organismi di ricerca.

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