Manuale di sopravvivenza a uso degli italiani onesti

IN LIBRERIA PER I TIPI DELLA RUBBETTINO
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Manuale di sopravvivenza a uso degli italiani onesti
di Sergio Ricossa
Prefazione di Lorenzo Infantino

Questo agile volume è un raro distillato di acume, conoscenza, ironia e garbo letterario. A rendercene beneficiari è Sergio Ricossa, che offre all’«onesto medio», a chi è pronto a sostenere la propria causa «fino al rogo escluso», un utile strumento di difesa nei confronti dei furbi. E l’«onesto medio» è colui che paga il biglietto intero in ferrovia, che non entra gratis a teatro, che non si fa imporre da amici influenti, che mantiene la parola e che paga le imposte. Costui è la classica vittima dei furbi. Ricossa ci allerta. Ci spiega che la prima astuzia dei furbi è non sembrare tali. Questi sono pertanto dei «disonesti che si dichiarano onesti». Ostentano l’onestà, ma la disprezzano. E la lingua italiana va in loro soccorso; probabilmente è fatta dai furbi, i quali considerano l’onesto come un «uomo limitato». In uno “studioso onesto”, vedono il «non geniale»; considerano un “onestuomo” o un “buonuomo” come un «uomo credulone o di rango inferiore». Vige forse in Italia una «legge di degenerazione»: «ogni virtù, non solo l’onestà, tende ad assumere significati peggiorativi». Non tutti i disegni dei furbi vanno a buon fine. E il ridicolo spesso li colpisce. Ciò deve rincuorare gli onesti, i quali devono vivere la loro condizione con fiducia, senza sentirsi «come l’ultimo dei Mohicani». Gli onesti devono comprendere che la loro maggiore difesa consiste nell’evitare di «chiedere», perché i furbi sono lì, sempre pronti a cogliere og ni minima occasione. Sono soprattutto maestri nello «sfruttamento delle buone intenzioni». Al lettore spetta il compito di esplorare per intero il testo, arricchito da una nutrita galleria di personaggi. Si tratti di Croce o di Gentile, di Togliatti o del banchiere Mattioli, la disincantata penna di Ricossa non si arresta. Coglie impietosamente contraddizioni e debolezze, a cui i luoghi comuni assicurano solitamente impunità. I colpi di scena si susseguono senza tregua. E l’«onesto medio» trova finalmente “cittadinanza”. Acquisisce i mezzi per difendersi dai furbi e, fra questi, da quegli “scienziati” la cui «scienza camaleontica» assume il colore del partito politico al momento più conveniente. Il Manuale è una vantaggiosa e divertente lettura, di cui ogni generazione dovrebbe avvalersi, per tentare di sottrarsi alle astuzie e alle grandezzate dei furbi.

Sergio Ricossa, accademico dei Lincei e professore emerito di Politica Economica nell’Università di Torino, è autore di opere di rilevante spessore teorico. Fra esse, si segnalano: Teoria unificata del valore (Torino 1991), Dizionario di Economia (Torino 1998, terza edizione). Ha svolto un’intensa attività di divulgazione, mediante la pubblicazione di numerosi saggi ed è stato commentatore, acuto e controcorrente, delle vicende economico-politiche del nostro Paese. È unanimemente considerato maestro di liberalismo. Per la casa editrice Rubbettino, ha pubblicato: La fine dell’economia (2006), Maledetti economisti (2010).

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