Libro digitale, ma non troppo

Entro il 2015 il mercato dell’e-book dovrebbe raggiungere quota 25%. Però il cartaceo riuscirà a resistere

Entro il 2015, il 15-20 per cento dei libri sarà venduto in formato digitale, grazie alla progressiva diffusione di tablet e altri supporti di lettura. I volumi cartacei tuttavia, non perderannofortunatamente il loro fascino agli occhi degli appassionati. A rilevarlo è stato uno studio della società di consulenza Bain, realizzato per il terzo Forum di Avignone al fine di analizzare le evoluzioni del mercato librario con l’entrata in scena dell’e-book.

Nei prossimi 5 anni, prevede la ricerca, i prezzi delle tablet diventeranno più accessibili, e l’abitudine alla lettura direttamente dallo schermo senza passare da supporti cartacei sarà sempre più diffusa tra il grande pubblico. La quota di mercato dei libri digitali, quindi, continuerà inesorabilmente a crescere, arrivando dal 3-5 per cento di oggi al 15, 20 o addirittura 25 per cento. Un’evoluzione che, rilevano sempre gli esperti di Bain, farà bene al mercato editoriale, dato che una grossa fetta dei possessori di un lettore di e-book, il 42 per cento circa, dice di leggere più di prima da quando utilizza il supporto digitale, e solo il 7 per cento dichiara di leggere meno.

Merito, spiega lo studio, di «semplificazione dell’atto d’acquisto e portabilità della biblioteca», ma anche di un «effetto novità» legato alla voglia di sperimentare un prodotto tecnologicamente innovativo.

Per la gioia degli amanti del buon vecchio libro, tuttavia, la voglia di high-tech, non avrebbe conquistato ancora tutti i lettori. Il 41 per cento degli intervistati da Bain, infatti, dichiara di «non potersi privare dell’esperienza della carta». Una percentuale che, precisano i realizzatori dello studio, resta sostanzialmente costante nei diversi Paesi esaminati e anche nelle varie fasce d’età, dagli adolescenti agli over 65. Il dato in questione fa quindi ben sperare non soltanto una certa fetta di lettori, ma anche gli editori tradizionali che pur cercando di adattarsi alla rivoluzione digitale restano affezionati al formato cartaceo. «Regalare un bel libro per la fine dell’anno resta un’idea formidabile» commenta nel dibattito di presentazione dello studio Antoine Gallimard, patron dell’omonima casa editrice francese. Gallimard non non sembra preoccupato per l’avanzata dela digitalizzazione: «Noi editori siamo qui per offrire il gusto della lettura, il piacere di leggere – spiega – e finchè ci saranno l’amore per lo scrivere e la voglia di raccontare avremo un futuro». L’importante, precisa l’editore, è che si crei «uno spazio digitale legale», in cui la diffusione sul web dei libri si accompagni alla tutela del copyright e dei diritti morali dell’autore e dell’editore.

Valentina Noseda

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Tratto da Linea del 10 novembre 2010.

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