Obama. L’irresistibile ascesa di un’illusione


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OBAMA
L’IRRESISTIBILE ASCESA DI UN’ILLUSIONE
DIMARTINO CERVO, MATTIA FERRARESI
PREFAZIONE DI GIULIANO FERRARA
Rubbettino

La parabola di Obama, che sembra attraversare il primo momento calante, non è esauribile nel discorso della comunicazione politica. L’ascesa, la campagna elettorale perfetta, l’alone di messianismo secolarizzato che hanno accompagnato il cammino e la prima metà della presidenza del primo nero alla Casa Bianca spingono a una lettura che si scosta dal percorso biografico e dalle praticatissime analisi sul fenomeno Barack. In “Obama. L’irresistibile ascesa di un’illusione” Cervo e Ferraresi, alla loro prima uscita con Rubbettino, percorrono l’avventura obamiana con la lente della grande pretesa di cui il ragazzo hawaiano ha ammantato il messaggio fatto all’America e al mondo: redimerlo. Cambiarlo come mai la politica democratica aveva così convincentemente presuaso di poter fare, annunciando ere nuove, vera partecipazione, reale cambiamento dell’uomo, libero e capace di volere e realizzare con le sue forze il bene. La potenza di questa antica eresia ha portato Obama a un consenso preventivo smisurato, sublimato dalla strepitosa “presentabilità” del giovane meticcio. La bufala delle citazioni di Gioacchino da Fiore, attribuite senza alcun dato effettivo a Obama, viene qui per la prima volta ricostruita e smascherata nel suo incredibile diffondersi nei maggiori media mondiali, e diventa specchio del meccanismo deformante della retorica del presidente. Anche l’impatto con la realtà, che da subito ha limato le vette prometeiche di Barack, non ha smorzato la Grande promessa. I cantori del mito hanno trasformato per mesi, anni, le sfide del giovanotto laureato ad Harvard in un antagonismo tra le migliori intenzioni possibili e le trappole del mondo, siano esse l’Afghanistan, i compromessi del Congresso, la marea nera della Louisiana, il dragone cinese.

L’idealismo obamiano viene pompato senza sosta anche a dispetto del realismo praticato, in sommo grado con la consegna del premio Nobel per la pace. Come si è formata questa cappa di consenso conformista? Per quanto può durare ancora la grande illusione dell’uomo nuovo? Le elezioni di mid-term segneranno un rilancio o un arresto definitivo nella marcia dell’eretico più affascinante della contemporaneità? Il libro sorvola la traiettoria politica senza ignorarla per fotografare l’impasto di religione civile, messianismo cool e profetismo consolante che informa la corsa obamiana. E che è insieme il segreto e, forse, la condanna del Padrone del Nuovo Mondo.

Martino Cervo, è caporedattore del quotidiano «Libero», dove si occupa per lo più di politica.

Mattia Ferraresi, è corrispondente da Washington per «Il Foglio».

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