La giustizia italiana raccontata a un alieno

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PRESENTAZIONE DEL VOLUME

LA GIUSTIZIA ITALIANA
RACCONTATA A UN ALIENO

la.giustizia.italiana.rac.jpgDI FRANCESCO MÌNISCI E ARCANGELO BADOLATI

Con prefazione di Luca Palamara
introduzione di Giuseppe Maria Barruti

Giovedì 17 giugno 2010, ore 18.00
Teatro Quirino, via delle Vergini, 17 – Roma

Intervengono
Enzo Ciconte
docente di Storia della criminalità organizzata
Università di Roma Tre

Luca Palamara
presidente Associazione Nazionale Magistrati

Modera
Marco Damilano
giornalista de L’Espresso

Saranno presenti gli autori

Un volume per raccontare le incongruenze, le storie di ordinaria ingiustizia e i paradossi prodotti dal sistema giudiziario italiano. E’ il libro "La giustizia italiana raccontata a un alieno" (Rubbettino) scritto dal magistrato della Procura di Roma Francesco Minisci, titolare della nuova inchiesta aperta per far luce sulla morte di Pierpaolo Pasolini, e dal giornalista Arcangelo Badolati, caposervizio del quotidiano "Gazzetta del Sud". Il protagonista del volume è un omino verde proveniente da un’altra galassia al quale gli autori raccontanto la giustizia italiana ", complessa, contraddittoria, inapplicabile. La Giustizia italiana è un sistema precario. Che spesso lascia i cittadini smarriti, increduli di fronte all’incertezza della pena. Mentre il crimine, occasionale, organizzato o dissimulato, resta impunito. Molti uomini di legge, eroi quotidiani e sconosciuti, tentano di reagire: denunciano, indagano, resistono. E non si sottraggono alle proprie responsabilità, compresa quella di spiegare a un curioso extraterreste come e perché in Italia la legge rischi di non essere uguale per tutti. Il volume racconta le incongruenze, le storie di ordinaria ingiustizia e i paradossi prodotti dal sistema giudiziario italiano. I due autori, basandosi su vicende reali, dimostrano quanto esigue siano spesso le pene inflitte ai responsabili di gravi reati; quanto dannoso e inutile si sia rivelato l’indulto; quanto complesso sia diventato lottare le cosche mafiose; quanto facile sia divenuta la vita per i cosiddetti "colletti bianchi" che delinquono in giro per l’Italia; quanto, ancora, sia vantaggioso e redditizio per faccendieri e imprenditori senza scrupoli lucrare illegittimamente fondi dall’Unione europea; qua nto, infine, si mostri farraginoso il nostro ordinamento, pieno di trappole e, sostanzialmente, incapace di offrire risposte a chi invoca giustizia. La prefazione del volume è di Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, mentre l’introduzione è firmata da Giuseppe Maria Berruti, membro del Consiglio Superiore della Magistratura.

FRANCESCO MÌNISCI (1969), in magistratura dal 1997, è sostituto procuratore della Repubblica a Roma. Per 10 anni, dal 1999 al 2009, è stato in servizio in Calabria dove, quale Pubblico Ministero Antimafia, ha condotto alcune tra le più importanti indagini nei confronti delle cosche ‘ndranghetistiche del cosentino. È membro della Commissione “Potere e Procedimento disciplinare” dell’Associazione Nazionale Magistrati.

ARCANGELO BADOLATI (1966), giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, è caposervizio del quotidiano «Gazzetta del Sud». Autore di numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e i misteri calabresi, ha seguito, negli ultimi venti anni, i più importanti processi celebrati in Calabria. È componente del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell’Università della Calabria e ha collaborato con «Il Tempo», «L’Indipendente» e l’Agenzia giornalistica Italia (Agi). È autore, inoltre, di Nera di Calabria una delle trasmissioni televisive più seguite della regione. Ha pubblicato: I segreti dei boss (2001); Malandrini (2002); Sette casi per sette delitti (2003); Il Mig delle bugie (2005); Il Mammasantissima (2006); Crimini (2007); ‘Ndrangheta eversiva (2007); I segreti dei boss – 2 (2008); Faide (2009); Banditi e schiave (2009).

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